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www.edilweb.it: Teoria e critica dell' Architettura

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Insostenibili .. Leggerezze
Teoria e critica dell' Architettura
 
Anonymous Scrive "E' quanto mai sorprendente la differenza che c'è nel camminare in una metropoli come Roma, in un giorno lavorativo, oppure in un giorno festivo. Tutto cambia nei giorni di non lavoro. A cominciare dalle persone: turisti, stranieri soprattutto, con abbigliamento, colori, andature, accessori, cibo, mappe, diversi dai nostri. Anche i ritmi e le velocità dei movimenti degli individui sono differenti, tutto è umanamente lento, senza fretta, senza lancette su un quadrante. C'è più luce, poichè mancano le ombre degli ingombri del traffico settimanale, l'aria è meno pesante e respirabile e riesci finalmente a distinguere l'eau de toilette di una francese in vacanza in Italia, dal tabacco dell'americano che incroci nel tuo incedere. Arrivi a sentire anche i gabbiani che, ormai esuli da spiagge antropizzate, hanno colonizzato le rive del Tevere e gli attici più alti. Non sei più costretto a passare su uno stretto marciapiede e puoi occupare il centro della strada, per una foto che in altri giorni sarebbe stata pericolosa, anzi impossibile. Per una volta non guardi i negozi, chiusi, alzi lo sguardo su palazzi che in realtà non avevi mai visto, senti il desiderio di guardare il cielo e quel nastro di colore blu chiaro ed intenso che arriva solo oggi ad illuminare il grigio dell'asfalto Sembra quasi che sia la città stessa ad essere cambiata, viste le tue accresciute proporzioni in rapporto ad essa, le sensazioni così insolite che suscita, la sua essenza che riesce finalmente ad entrare nella tua percezione, ora che l'urbano si lascia finalmente ammirare nel suo bagliore.

di Paola D'Arpino
"
 
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Critica architettonica e architettur(a)zione del paesaggio
Teoria e critica dell' Architettura
 

Critica architettonica e architettur(a)zione del paesaggio - Dalla  teoria ai nuovi progetti

di Paolo Marzano

Nel gennaio del 2005, nella pubblicazione di uno dei tanti scritti di rete, riportavo i risultati di alcune mie ricerche discutendo sulla direzione che la critica architettonica poteva seguire. Trattavo la trasformazione della città, nell’ambito delle nuove tecnologie applicate alla qualità architettonica e ai flussi dei sistemi urbani di comunicazione. Cercai, ricordo, di ampliare le mie osservazioni alle soluzioni strutturali-formali, del periodo. Veniva a comporsi così un percorso, tra progetti e opere pubblicate, in cui le evoluzioni strutturali adottate o le sperimentazioni messe a punto, sottolineavano le possibilità espressive che, grazie all’apporto tecnologico, realizzava una sofisticata integrazione con i ‘segni’ di quel particolare tempo. Le conquiste tecnologiche, l’avanzamento dell’informatica, la cultura della ricerca architettonica, l’evoluzione dei materiali, le innovazioni nel campo spaziale e del recupero di energia da fonti alternative, hanno contribuito in maniera sostanziale ad evidenziare i grandi passi fatti dall’uomo in questo campo. Dall’insieme di queste componenti fondamentali, conseguiva una lenta naturale ‘preferenza’. Ciò avrebbe preteso nuove intuizioni, nuove visioni che a loro volta avrebbero individuato nuovi comportamenti e nuove scelte per le responsabili decisioni di sviluppo futuro. Studiando e osservando attentamente l’evoluzione di alcune particolari architetture, notavo, infatti, la predominanza di una leggerezza strutturale, accompagnata da una componente tecnico-funzionale che partecipava ad un’alternativa composizione scultorea del paesaggio, unita indissolubilmente al complesso apparato delle reti di cui queste architetture rimangono tutt’ora, metafora calligrafica e verifica fisica, sostanziale.

Da allora, sono state numerose le opere, i progetti esaminati e gli scritti sollecitati che la rete ha raccolto. Tutti rispondenti a determinate caratteristiche ed a componenti strutturali che potevano ricondurre a comuni intenti progettuali, secondo una classificazione rispondente a funzioni selezionate, per gli scopi della ricerca che mi ero prefissato di condurre. (2) L’evoluzione informatica e l’onda ‘mediale’, della quale siamo partecipi e sempre più attenti interpreti, hanno prodotto una notevole accelerazione dei sistemi di comunicazione, di trasferimento delle idee, della pubblicazione delle ricerche e del modo di recepirle, studiarle e perché no, ridiscuterle. A quel tempo, perciò, parlavo di continue e veloci ‘ibridazioni’, capaci di coinvolgere proprio quelle architetture, nate da ricerche sullo spazio architettonico contemporaneo e sul modo di sfruttarlo per migliorare la nostra esistenza o almeno tentare di farlo. I riferimenti teorici storici e bibliografici sono tutti presenti nei miei scritti pubblicati. Era, appunto, il periodo dell’inaugurazione del ponte in Francia di ‘Viaduc millau’. 

 
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Fughe...Metropolitane
Teoria e critica dell' Architettura
 
 Spazialità nuove e direzionalità liberate


 


 “… la strada corre rettilinea…… E' lunga circa tremilacinquecento passi e fiancheggiata da alti edifizi, per lo più sfarzosi. La sua larghezza non è proporzionata alla lunghezza, nè all'altezza delle case ……l'obelisco di piazza del Popolo è il confine inferiore, palazzo Venezia il confine superiore.”
 Descrizione della rettilinea e frontale fuga prospettica di una via romana nella “misurata” e “confinata” visione di Goethe, in “Viaggio in Italia”.


 di Paola D'Arpino 6 - 12 - 2004

 
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