La più grande delle erbe, ha oltre 1600 specie, 64 per cento delle quali cresce in Asia sudorientale. Il 33% si sviluppa in America Latina ed il resto in Africa ed Oceania. In America del Nord ci sono soltanto tre specie di bambù in contrasto con il 440 specie dell’ America Latina. Il bambù ha una crescita estremamente rapida; per esempio la specie angustifolia di Guadua con un diametro di 22- 24 centimetri raggiunge la sua l’ altezza massima in 3-4 mesi. Anche la produzione per ettaro è molto elevata con 7-10000 culmi per ettaro.Il bambù è particolarmente forte nel nodo, dove vi è un disco interno denominato setto che collega le pareti esterne rinforzando il gambo. Il bambù è più largo al livello del suolo, ma ha un diametro abbastanza costante con l’altezza.
Il tessuto del bambù è composto da fibre che conferiscono una resistenza a trazione e compressione maggiore di quella del legno. Ha una resistenza a trazione delle sue fibre di circa 12.000 Kg/cmq, quasi il doppio dell’ acciaio ed una resistenza a compressione maggiore del calcestruzzo. Mentre la resistenza alla trazione rimane la stessa durante l'età della pianta, la resistenza compressiva aumenta in piante più vecchie. Alcune specie hanno un diametro fino a 30 centimetri, con altezze che possono raggiungere i 40 metri.
Viene tagliato e lavorato con estrema facilità, nonostante la resistenza e la durezza ma è molto suscettibile all’attacco di funghi e insetti. La sua resistenza contro questi agenti naturali può essere considerevolmente aumentata mediante la selezione della specie più adatta, l’età della pianta al momento del taglio e le modalità di taglio, essiccazione, trattamento, protezione dall’acqua e dalla luce.
Si è scoperto che le piante più resistenti agli attacchi dei funghi ed insetti sono quelle con minor contenuto di amido ed infatti si preferisce tagliare la pianta in periodo di pioggia quando il contenuto di amido è minore rispetto ai periodi di siccità.
In America latina, in particolare in Colombia, la specie più utilizzata a fini costruttivi è la Guadua Angustifolia.
Il taglio del bambù per le costruzioni avviene dopo 3 o 4 anni di vita, successivamente dev’essere essiccato e stagionato e successivamente tagliato secondo le dimensioni opportune. E’ importante effettuare un trattamento di protezione immergendo il bambù in acqua, in sabbia o essiccato attraverso il fumo. Quest’ ultimo metodo è quello più antico e più praticato.
Può essere realizzato un trattamento chimico anche se è inquinante e quindi poco coerente con l’impiego del bambù per le sue caratteristiche di ecocompatibilità e rispetto dell’ ambiente.
Per esempio a volte sono state importate canne di bambù trattato con Bromuro di Metile (CH3Br), gas classificato MOLTO TOSSICO dalla CEE ( n°602-002-00-3) per la sua azione sul sistema nervoso centrale e per il fatto che, essendo inodore e non irritante, non se ne rileva facilmente la presenza se non a concentrazioni già molto tossiche. Può causare lesioni permanenti soprattutto di natura neurologica e psichica e degenerazione di reni, cuore, sistema vascolare. Viene assorbito dall’organismo essenzialmente attraverso le vie respiratorie.
L’ultimo e, forse, più importante accorgimento riguarda la protezione degli elementi strutturali attraverso la progettazione. Il bambù deve essere protetto dall’acqua e dalla luce: l’attacco a terra e la copertura sono cruciali.

Gli architetti colombiano Jaime Botero e
Simon Velez sono due dei maggiori esperti mondiali dell'impiego del bambù in architettura. Velez ha studiato, progettato e realizzato innumerevoli abitazioni e strutture di uso pubblico, anche di notevoli dimensioni, in bambù, con risultati eccellenti sotto i diversi punti di vista (economicità dei materiali, poco o nullo impatto ambientale, durata dei manufatti, estetica). Botero ha progettato e costruito numerose abitazioni rurali e urbane, strutture ricreative e alberghi in zone destinate al turismo ecologico. Nella ricostruzione della Zona Cafetera della Colombia, a seguito del terremoto del 1999, Jaime Botero ha diretto il Taller de Casa Partes: un laboratorio pratico di prefabbricazione per il recupero della città di Pijao, con la partecipazione delle Nazione Unite e varie istituzioni colombiane. Attualmente è responsabile della costruzione della sede del Carder, ente locale per la gestione ambientale: una delle più importanti strutture realizzate in guadua fino a oggi.
Anche in Europa è stata progettata e realizzata una struttura in bambù grazie all’ associazione Emissionizero. La costruzione si trova a Vergiate ed è un padiglione con struttura reticolare e fondazione in calcestruzzo armato. I collegamenti sono realizzati con perni di acciaio inseriti nelle aste in bambù e rinforzati con malta di cemento.
(Relazione di calcolo del padiglione:http://www.emissionizero.net/Relazione%20Calcolo__Vergiate.pdf).