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Le strade romane
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Articoli di ingegneria dei trasporti
pazkuale Scrive "
"I Romani posero ogni cura in tre cose soprattutto, che furono dai Greci neglette, cioè nell' aprire le strade, nel costruire acquedotti e nel disporre nel sottosuolo le cloache'' 

                                                         Plinio Il Vecchio.


presente anche su: ciarleglio.it


"I Romani posero ogni cura in tre cose soprattutto, che furono dai Greci neglette, cioè nell' aprire le strade, nel costruire acquedotti e nel disporre nel sottosuolo le cloache'' 

                                                         Plinio Il Vecchio.

 


La rete stradale romana fu molto importante per soddisfare le esigenze dei cives e della civitas, per il controllo dei confini, lo spostamento delle truppe, la conquista e l'urbanizzazione di nuove province e per estendere le relazioni commerciali.

Molti popoli sono stati grandi organizzatori e valenti combattenti, ma solo i romani hanno steso sul territorio conquistato una rete viaria così imponente.

Una delle più importanti fonti itinerarie è  la Tabula Peutingeriana (databile al 1100) consistente in una striscia di carta di circa 7 metri dove è raffigurato il mondo conosciuto, dalle bocche del Gange alla Spagna con indicazione di città, luoghi di sosta, strade.


Le prime strade (tratturi) erano molto tortuose, con profili irregolari ed in terra battuta.

La rete di tratturi si estendeva da L'Aquila a Taranto, dall'Adriatico al Matese in uno sviluppo di almeno 3000 Km. I tratturi erano disposti come i meridiani (tratturi) e i paralleli (tratturelli o bracci) e servirono soprattutto per la transumanza. Oggi i tratturi sono veri e propri musei all'aperto, tutelati da un decreto ministeriale del 1976 che li definisce beni archeologici al pari delle opere d'arte.

 Solo nel 312 a.C. con la costruzione della via Appia  ad opera di Appio Claudio, si introdussero migliori tecniche e criteri di costruzione.
La costruzione era arduo compito di soldati, prigionieri di guerra e schiavi che spesso provocavano sanguinose ribellioni.

Il primo passo nella realizzazione di una strada era lo studio del terreno, gli ostacoli e la pendenza, cercando di prevedere un tracciato piuttosto rettilineo ed una buona sistemazione idraulica per allontanare le acque meteoriche.




Dopo aver effettuato lo scavo nella zona di occupazione della carreggiata, venivano posti quattro strati:

lo statumen, una massicciata alta almeno 30 cm e composta da grossi blocchi;

la ruderatio, costituita da pietre dello stesso spessore di quello della massicciata unite a calce;

il nucleus, in ghiaia molto grossa e livellata;

il pavimentum, che era l' ultimo strato realizzato in selce  (silex o lapis durus), un materiale di origine vulcanica e molto resistente che fino a poco tempo fa era utilizzato per la costruzione dei noti 'sampietrini'.

La larghezza delle strade andava da 4 a 6 metri e con marciapiedi di almeno 3 metri per lato.

Per favorire il deflusso delle acque, la sezione trasversale era realizzata a 'schiena d'asino' e lateralmente erano posti dei sulcus per lo smaltimento.

Ogni 1000 passi di distanza ( circa 1,5 chilometri) veniva posta una colonna cilindrica indicante il numero del miglio e il nome del magistrato (censore, console o imperatore) che ne aveva ordinato la costruzione.

I Romani realizzarono anche gallerie stradali  come la crypta neapolitana (grotta vecchia di Posillipo, circa un secolo prima di Cristo), scavata nel tufo sotto la collina di Posillipo per collegare Fuorigrotta a Napoli.

I tempi di percorrenza erano molto bassi, un esercito su strade lastricate e rettilinee percorreva al massimo 38 Km in un giorno; tuttavia esistevano i cursus velox che mediante vetture trainate da cavalli riuscivano a percorrere anche 120 chilometri in un giorno.

Il diritto romano permetteva il transito libero ma la manutenzione spettava agli abitanti della regione attraversata dalla strada.

L'amministrazione delle vie fu un settore molto importante, affidato ai curatores viarium che in base alla lex sempronia viarum del 123 a.C. e dovuta a C. Gracco, dovevano provvedere alla manutenzione e a garantire una perfetta viabilità

 Fino a che ci fu un'autorità centrale che fece rispettare la legge, tale sistema si rivelò efficace, ma appena cadde l'impero Romano la rete stradale romana andò in gran parte in rovina.


 

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