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Perdite occulte nelle reti di distribuzione di acquedotti montani
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Articoli di ingegneria idraulica
La presenza di rilevanti perdite, praticamente inevitabile nelle reti degli acquedotti montani, presenta paradossalmente un aspetto positivo dato dalla azione di regolazione della pressione che le stesse esercitano. Scritto da Marcello Meneghin Presente anche su http://altratecnica.it/

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PERDITE OCCULTE DELLE RETI DI DISTRIBUZIONE DEGLI ACQUEDOTTI MONTANI: UN MALE NECESSARIO?



1) PREMESSA

Una delle caratteristiche delle reti di distribuzione d'acqua potabile nei territori montani e funzionanti con pressione di esercizio elevate ? quella di accusare notevoli perdite occulte. Non sono rari i casi in cui l'acqua dispersa nel terreno supera il 50% di quella totale immessa in rete. Si tratta di un fenomeno molto diffuso e che, oltre alla citata dispersione di quel bene prezioso che ? l'acqua potabile, comporta anche un sensibile danno economico di gestione.
Nella nota si dimostra come la presenza delle perdite in quantit? cos? rilevante presenti, paradossalmente, un aspetto positivo e come sia impossibile, a meno di una radicale modifica dell'assetto acquedottistico, la loro eliminazione.



2) DESCRIZIONE DEL PROBLEMA

Un funzionamento regolare della rete di distribuzione d'acqua potabile richiede una piezometrica il pi? possibile parallela al suolo e con valori di pressione relativa compresi tra un minimo di 20 ed un massimo di 50 metri di colonna d'acqua rispetto al terreno.
Nel mentre tale risultato ? facilmente raggiungibile nei territori di pianura, non pu? dirsi altrettanto in presenza di notevoli dislivelli come accade nei centri abitati posti in collina o in montagna. Le modalit? da seguire in quest'ultimo caso, in dettaglio spiegate nell'articolo "LA RETE DI DISTRIBUZIONE D'ACQUA POTABILE DEI TERRITORI CON NOTEVOLI DISLIVELLI TOPOGRAFICI" richiedono particolari accorgimenti come la suddivisione della rete in tante sottoreti altimetricamente omogenee e di altezza contenuta entro determinati limiti, ognuna funzionante con pressioni opportunamente regolate.. Tali modalit?, da considerarsi ottimali ed atte, esse sole, a garantire una piezometrica sempre parallela al suolo e di valore adeguato, sono per? raramente adottate essendo piuttosto gli Enti Gestori degli acquedotti orientati verso reti unificate, indipendentemente dalla conformazione altimetrica del territorio, in tutto il comprensorio da alimentare. Ne risulta un servizio idrico semplificato sia nella costruzione degli impianti e sia nella loro gestione che presenta per? i difetti indicati ed in particolare una pressione nelle condotte assolutamente inadeguata ed estremamente variabile durante la giornata. Essa assume valori normali soltanto durante le ore di maggior consumo in quanto ? allora che diventa parallela al suolo. Man mano che la richiesta idrica diminuisce la pressione aumenta fino ad avvicinarsi al livello statico. Si hanno allora in condotta valori di pressione cos? elevati da causare vari inconveniente come sar? dimostrato.
Immaginiamo una rete unitaria alimentante un centro abitato posto su un pendio con 300 m di dislivello. La pressione, contenuta entro normali valori quando i consumi sono elevati, per consumi prossimi allo zero assume, nella parte bassa del territorio, valori di circa 300 m sul suolo, valori quindi assolutamente inaccettabili. Suddividendo la rete in 5 sottoreti dell'altezza media di circa 50 m. si otterrebbe invece una pressione sempre parallela al suolo , sia durante le ore di forte consumo e sia nei periodi di bassi consumi. Nel mentre quanto indicato per quest'ultima rete ? da ritenersi realistico in quanto essa ?, in tal caso, atta a mantenere le pressioni indicate, sia pur con un andamento a gradini, diventa pura teoria se si parla di rete unificata. In tal caso, infatti, viene a prendere corpo una tendenza di autocorrezione della pressione dovuta ad una miriade di piccole perdite occulte che, aumentando a dismisura la portata d'acqua dispersa nel terreno, fanno diventare il funzionamento a consumo zero e quindi il livello statico della piezometrica di rete soltanto un irraggiungibile miraggio: in sede di reale esercizio la portata di perdita si modula in continuazione e del tutto automaticamente e, ai valori minimi durante i periodi di forte consumo, diventa preponderante durante la notte e i rimanenti periodi di consumo nullo dell'utenza provocando perdite di carico cos? importanti da far rientrare la pressione di rete entro valori tollerabili.

Le conclusioni cui si perviene possono essere cos? sintetizzate:

1. La portata delle perdite occulte nelle reti montane di tipo unificato, anche se sottoposte a continua ricerca ed eliminazione delle falle, sono variabilissime a seconda del periodo che si considera e cio? sono minime durante le ore di grande richiesta idrica dell'utenza per diventare preponderanti durante le ore di consumo minimo e particolarmente durante la notte;
2. Le perdite occulte della rete di cui al precedente punto 1, nel mentre costituiscono un grave danno per la dispersione di preziosa acqua, costituiscono un irrinunciabile fattore di regolazione della pressione che, senza le perdite, sarebbe assolutamente inaccettabile.
3. L'eliminazione delle perdite occulte in una rete come quella in argomento ? impossibile da attuarsi. Nella reale gestione degli acquedotti ci si deve, paradossalmente, limitare alla riparazione delle grosse rotture delle tubazioni nel mentre quelle derivanti da falle di piccola entit?, sempre presenti ed essendo molto sensibili alla variazione di pressione, effettuano la regolazione automatica della pressione di esercizio contribuendo in maniera determinante a riportarla entro valori corretti;

4. Il funzionamento di una rete montana unitaria come quella in argomento pu? considerarsi, come gi? indicato, paradossale in quanto si arriva a concludere che le perdite occulte sono utili.

Quanto sopra conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, la necessit? di prevedere reti diverse da quella unitaria e cio? reti suddivise in sottoreti omogenee con pressione regolata, il tutto come meglio risulta dall'articolo "LA RETE DI DISTRIBUZIONE D'ACQUA POTABILE DEI TERRITORI CON NOTEVOLI DISLIVELLI TOPOGRAFICI" "


 
C) CONCLUSIONI

L'esame critico del funzionamento idraulico delle reti di distribuzione d'acqua potabile di cui sono normalmente dotate le aree urbane site in montagna o in collina ed aventi quindi forti dislivelli del suolo, pur in assenza di dati reali di funzionamento come la misura delle perdite durante le varie ore della giornata, ha portato alla conclusione che la presenza di rilevanti perdite occulte che le caratterizza presenta un duplice e contradditorio aspetto. Da un lato rappresentano un notevole danno dato dalla eccessiva dispersione d'acqua nel terreno e dall'altro un vantaggio in quanto svolgono una importante azione di regolazione della pressione che, in caso contrario assumerebbero valori insostenibili.
Si ? anche arrivati a concludere che l'eliminazione totale delle perdite dalle reti in argomento ? praticamente un traguardo irraggiungibile se non con una diversa costituzione del servizio acquedottistico.

 
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